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25/10/10

A rischio il rimborso dell'Iva sul gas metano

Ad una lettura attenta della risoluzione 108/E sorgono dubbi sulla gestione dei periodi precedenti alla pubblicazione della stessa risoluzione.
Da un lato, infatti, se e' chiaro come deve essere effettuata la fatturazione d'ora innanzi, e che i consumatori-condomini possono chiedere il rimborso al gestore-erogatore nell'ordinario termine di prescrizione di 10 anni dell'Iva addebitata in eccesso in fattura, dall'altro lato l'Agenzia delle Entrate ha puntualizzato che data l'eccezionalita' della situazione deve essere escluso l'utilizzo dell'art. 26 Dpr 633/72 per la rettifica Iva sulle fatture emesse.

Questo significa che gli enti erogatori del gas non potranno emettere note di credito per correggere l'errato addebito Iva ma che l'unica strada percorribile sara' quello di presentare un'istanza di rimborso, ex art. 21 Dlgs 546/92, entro 2 anni dalla data del versamento Iva.
Inoltre, dato che viene specificato che per evitare indebiti arricchimenti da parte dell'ente erogatore, questi per ottenere il rimborso dovranno dimostrare di aver restituito l'importo agli utenti. Seppure tale procedura sia garantista per le casse dello Stato, e per certi versi per gli utenti, dall'altro espone gli enti, e quindi in conseguenza i condomini, al rischio di non recuperare alcunche', considerato il tempo ristretto dei due anni dal versamento.
L'unico consiglio per gli amministratori e' probabilmente quello di incalzare i gestori inviando quanto prima le istanza di rimborso.
25/10/10

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